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Chi ha inventato il calcolo letterale

Dopo avere spiegato i numeri relativi (in inglese: signed numbers, numeri con il segno) la prof di matematica ha iniziato a spiegare il calcolo letterale. Nelle operazioni che la prof scriveva alla lavagna oltre ai numeri c’erano anche le lettere (per questo si chiama calcolo letterale) e sei andato un po’ in confusione. Non ti preoccupare, possiamo rimediare. Però prima di parlare di monomi, grado di un monomio e altre cose del genere, vorrei dirti chi ha inventato il calcolo letterale.

Leggerai una breve storia (realmente accaduta) che riguarda un avvocato francese vissuto circa 500 anni fa e la sua abilità nel decifrare documenti scritti in codice (che sarebbero dovuti rimanere segreti, almeno nelle intenzioni di chi li aveva scritti).

L’avvocato che voleve essere un matematico

Il protagonista della nostra storia è un avvocato vissuto in Francia circa 500 anni fa, il suo nome era Francois Viete. Non ti dice nulla vero? È normale. Capita spesso che gli inventori vengano dimenticati. (Per esempio se chiedi in giro cosa ha brevettato William Cullen, nessuno saprà risponderti. Eppure oggi è qualcosa di indispensabile. La risposta è alla fine della pagina.)

Chi ha inventato il calcolo letterale
Ritratto dell’avvocato Francois Viete

Ma torniamo a Francois. Suo padre era un procuratore del re di Francia e questo faceva di Francois una persona appartenente a una famiglia ricca e in vista nella società in cui viveva. Poichè suo padre era avvocato, anche lui fu avviato agli studi di legge ed ebbe successo. Non solo divenne avvocato, ma anche consigliere presso la corte francese. Una posizione di rango elevato. Ma la sua passione, il suo hobby erano sempre stati i numeri. Grazie a questa sua passione e grazie alla sua posizione politica gli passarono tra le mani alcuni documenti scritti da agenti segreti spagnoli. Questi documenti non erano normali documenti, ma erano scritti in codice. Nessuno avrebbe potuto decifrare il codice senza avere la chiave. Nessuno tranne Francois Viete, avvocato con la passione per i numeri. Ma facciamo un esempio di scrittura in codice.


esempio di scrittura in codice

Chi ha inventato il calcolo letterale
Esempio di scrittura in codice

Cosa leggi nella lavagna? La prima risposta che viene in mente è: un insieme di lettere e numeri. Ed è certamente vero. Ma questo gruppo di simboli nasconde un messaggio (simbolo deriva dal greco e vuol dire mettere dentro). Ecco Francois lo avrebbe già decifrato. Adesso ti do la chiave e anche tu saprai decifrarlo.

Chi ha inventato il calcolo letterale

Avendo la chiave, è sufficiente sostituire alle cifre le lettere corrispondenti e otteniamo un nome proprio di persona, nome che è stato di molti re di Francia.

Chi ha inventato il calcolo letterale

Ora prova a immaginare: gli agenti segreti spagnoli usavano chiavi più complicate di questa, eppure Viete riusciva a decifrare i loro codici. Per questa sua abilità davvero straordinaria fu anche accusato di stregoneria. Ma la magia nera non c’entrava nulla. La verità era che tutte le chiavi degli spagnoli si basavano sui numeri e l’avvocato Viete con i numeri era sempre stato bravo.

Dalla combinazione di lettere e numeri nacque proprio il calcolo letterale.

Questa breve storia ci fa capire che i vari argomenti della matematica non sono sempre esistiti, ma sono stati inventati al bisogno. Abbiamo così imparato chi ha inventato il calcolo letterale.
Se pensi che siano argomenti poco attuali, sbagli di grosso. Quando fai un acquisto su internet, i dati della tua carta di credito sono protetti da crittografia (cioè da codici) basata sui numeri.


A William Cullen appartiene il primo brevetto della prima macchina refrigerante, quello che noi oggi chiamiamo frigorifero.